Sindrome cardiometabolica
La Sindrome Cardiometabolica è caratterizzata dalla combinazione di più alterazioni
metaboliche ognuna delle quali è di per sé un noto fattore di rischio cardiovascolare:
- l’ipertensione arteriosa: caratterizzata da valori di pressione arteriosa >140/90
mmHg
- il diabete: identificata da valori glicemici (zucchero nel sangue) >126 md/dl ed
emoglobina glicosilata (zucchero attaccato all’emoglobina) >7%
- l’obesità centrale: ottenuta misurando la circonferenza addominale (>88 cm nelle
donne e >102 cm negli uomini)
- la dislipidemia: identificata con TG (trigliceridi) >150 mg e colesterolo buono
(HDL) <40 mg
E’ conosciuta con altri termini?
In passato la sindrome era nota anche con i nomi di “sindrome metabolica” o “sindrome
X” o “sindrome da insulinoresistenza o prediabete”.
Qual è il meccanismo di partenza?
Il momento fondamentale è l’obesità centrale o addominale (scaturita dalla iperalimentazione
e dalla sedentarietà), cui consegue il fenomeno dell’insulino-resistenza con l’aumento
dell’insulina, responsabile a sua volta degli altri disordini (pre-diabete e diabete,
ipertensione, dislipidemia) che sfociano nella malattia ischemica coronarica.
Quali sono i sintomi predonimanti?
Oltre all’incremento del peso corporeo (aumento della circonferenza addominale)
i sintomi riscontrabili sono riferibili a:
- diabete: poliuria (eccessiva minzione), polidipsia (sete eccessiva) associate a
glicemia >126 MG
- ipertensione (cefalea nucale, vertigini e alterazioni della vista)
Qual è la prevalenza della sindrome?
E’ estremamente diffusa nella popolazione italiana, interessandone circa il 20%
(come in tutti i paesi industrializzati).
Esami da laboratorio consigliati da seguire:
Esami del sangue:
- Glicemia a digiuno ed emoglobina glicosilata (HbA1C, dosaggio di riferimento per
il controllo del diabete, esso indica il livello medio del tasso di zucchero nel
sangue negli ultimi 3 mesi).
- Assetto lipidico ossia il grasso nel sangue: trigliceridi (TG), colesterolo totale
(quello buono HDL e quello cattivo LDL).
Quali sono le terapie NON farmacologiche da adottare?
Esami del sangue:
- Smettere di fumare: il fumo danneggia il cuore favorendo l’aterosclerosi, la trombosi
e l’aumento della pressione arteriosa
- Attività fisica regolare: almeno 20-30 minuti al giorno di esercizio moderato (corsa
lenta o passeggiata a passo rapido)
- Dieta corretta: ridurre i grassi e aumentare il consumo di frutta e verdura
Quale terapia essenziale va adottata?
La terapia farmacologia dev’essere mirata a tutte le alterazioni della sindrome:
la prescrizione di farmaci specifici per le varie condizioni morbose miglioreranno
la salute e ridurranno il rischio cardiovascolare.
Pertanto:
- Per l’obesità: farmaci per ridurre il peso
- Per l’intolleranza glucidica: ipoglicemizzanti orali (e/o insulina)
- Per la dislipidemia: fibrati, resine e statine
- Per l’ipertensione arteriosa: antipertensivi
Gli obiettivi delle terapie sono:
- Per l’obesità: riduzione 7-10% del peso corporeo in 6-12 mesi
- Per l’ipertensione: raggiungere PAO <130\80 mmHg
- Per il diabete: mantenere la glicemia preprandiale 90-130 e postprandiale < 180
con HgbA1C < 7%
- Per la dislipidemia: LDL < 70 mg trigliceridi < 150 mg e HDL >40 mg
La ricetta giusta per stare bene:
In ordine di importanza:
- Alimentazione buona e equilibrata
- Attività fisica regolare e costante
- Abolizione del fumo
- Riduzione del consumo dell’alcool, del sale, dei grassi
- Controllo del peso, pressione, colesterolo e della glicemia
- Ridurre lo stress
- Assunzione dei farmaci prescritti