Benvenuto/a 
effettua il login

Ipertensione e danno renale

L’ipertensione arteriosa provoca alterazioni a livello delle arterie che perfondono i reni. Un’alterazione del flusso sanguigno renale porta, nel tempo, ad una riduzione della capacità di filtrazione.

Il rene esprime la ridotta funzionalità con la presenza nelle urine di microalbuminuria prima, proteinuria poi, ed ematuria macroscopica. La diagnosi di danno renale legato ad uno stato ipertensivo si basa sul riscontro di elevati livelli di creatinina sierica, di una riduzione della clearance della creatinina o di un’elevata escrezione urinaria di albumina.

La classificazione dell’insufficienza renale si fonda sul calcolo del tasso di filtrazione glomerulare mediante una formula che tiene conto dell’età, del sesso e dei livelli di creatinina sierica.

Un aumento della creatininemia indirizza verso una riduzione della filtrazione glomerulare (o della clearance della creatinina), un aumento dell’escrezione urinaria di albumina o di proteine suggerisce un’alterazione della membrana deputata alla filtrazione glomerulare.

Quali sono i disturbi dell’insufficienza renale?

Fino a quando il filtrato glomerulare non si riduce a circa il 30% del normale, i pazienti possono rimanere completamente asintomatici e presentare soltanto evidenza biochimica della riduzione della filtrazione glomerulare, cioè un aumento dell’azotemia e della creatininemia. Talvolta indicatori precoci sono la nicturia, una lieve anemia e perdita di energia, riduzione dell’appetito e disturbi precoci dello stato nutrizionale, unitamente ad anomalie del metabolismo del calcio e del fosforo. Man mano che il filtrato glomerulare si riduce a valori inferiori al 30% del normale possono comparire infezioni (urinarie, respiratorie, gastrointestinali), peggioramento dello stato ipertensivo. Quando il filtrato glomerulare scende al di sotto del 5-10% rispetto al valore normale (insufficienza renale terminale), la sopravvivenza è subordinata alla terapia sostitutiva della funzione renale.

Quale terapia va adottata per il danno renale?

Vi è un mole sufficiente di dati per raccomandare di ridurre la pressione arteriosa a valori pari ai 120/80 mmHg nei pazienti con nefropatia, in particolare con proteinuria. Il blocco farmacologico del sistema renina-angiotensina è risultato più efficace nel ritardare la comparsa di insufficienza renale terminale, nel migliorare i valori di creatinina sierica e nel ridurre l’entità della proteinuria. Spesso per raggiungere un obiettivo pressorio rigoroso viene richiesto un trattamento di associazione e solitamente è indicato l’impiego di una terapia di associazione che includa un ACE-inibitore o un bloccante recettoriale dell’angiotensina.

La terapia antipertensiva dovrebbe esser intensificata anche una volta raggiunto l’obiettivo pressorio, se persistono valori di proteinuria > 1 g/die (0>1 g/g creatinina).

Talvolta è possibile riscontrare un lieve incremento della creatinina sierica (fino al 20%) quando si instaura o si potenzia la terapia antipertensiva. Questo reperto non deve esser considerato come indice di un progressivo deterioramento renale.

Linee guida commentate

Scopri come nutrirti correttamente senza rinunciare alla buona tavola. A cura della nutrizionista Lucia Miele.

Scoprile tutte
Lei Ipertensione

Tutto quello che le donne devono sapere sull’ipertensione legata all’universo femminile.
entra
L’unico pacchetto di applicazioni web che ti aiuta a tenere sotto controllo l’ipertensione quotidianamente con il monitoraggio della dieta e della pressione arteriosa.
Diary - Diet
Scopri di più
stopipertensione e stopipertensione.it sono marchi
Bayer HeathCare
© 2010 stopipertensione - P.I. 06129410152  |  condizioni generali di utilizzo |  dichiarazioni sulla privacy  |  note dell'editore
forchets digital